sabato 27 dicembre 2025

VITIGNO MALVASIA DEL LAZIO

 

Il vitigno Malvasia del Lazio, detto anche Malvasia Puntinata, deve il suo nome al fatto che è largamente diffusa in Lazio, dove viene soprattutto coltivata nelle zone di produzione dei vini Marino DOC e Castelli Romani DOC.  Viene confusa erroneamente con la Malvasia di Candia e con la Malvasia del Chianti. La sua notevole sensibilità alla maggior parte delle malattie della vite, ha spinto molti produttori a sostituirla con la Malvasia di Candia, più resistente ma dalla qualità decisamente inferiore. Oggi si sta procedendo progressivamente ad un reimpianto di questo vitigno e non è raro trovare ottimi vini ottenuti esclusivamente con la Malvasia del Lazio. Il vitigno Malvasia del Lazio ha buona capacità di concentrare gli zuccheri e quindi se ne ottengono anche vini dolci da vendemmie tardive.

Con il nome Malvasia vengono indicati molti vitigni, la maggior parte a bacca bianca, geograficamente distribuiti un po’ in tutta Italia. Sebbene di origini diverse, tutti questi vitigni condividono alcune caratteristiche di base: infatti presentano tutti, anche se con diversi gradi di intensità, una fragranza piccante di muschio e di albicocca e residui zuccherini piuttosto alti. Queste caratteristiche rendono i vitigni del gruppo delle Malvasie particolarmente adatti alla produzione di spumanti e di passiti. Il loro nome “Malvasia” deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo.

INFORMAZIONI GENERALI SUL VITIGNO MALVASIA DEL LAZIO

Il vitigno Malvasia del Lazio è uno dei Vitigni locali a Bacca bianca della regione Lazio, registrato ufficialmente dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 590 ha.

MALVASIA DEL LAZIO - AMPELOGRAFIA DEL VITIGNO

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia del Lazio sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia del Lazio ha Foglia media, grande, Orbicolare, Pentalobata, Trilobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia del Lazio ha Grappolo compatto, Grappolo mediamente compatto, Grappolo medio, Grappolo piramidale. Ali nel grapppolo: 1 ala.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia del Lazio ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, con buccia puntinata, Buccia pruinosa, Buccia di media consistenza e di colore verde-gialla.

MALVASIA DEL LAZIO - CARATTERISTICHE DEL VINO

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia del Lazio sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia del Lazio è di colore Giallo paglierino con riflessi dorati. Al palato è fresco, sapido, Fruttato.

 

Malvasia bianca di Basilicata


Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata, come le altre Malvasie a bacca bianca, appartiene alla famiglia di vitigni il cui nome “Malvasia” deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, in Grecia, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà locale era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo. Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata è strettamente legato alla regione Basilicata dalla quale prende il nome ed è vinificata per lo più in uvaggio con altre varietà locali, alle quali conferisce una acidità e fragranza aromatica. La Malvasia Bianca di Basilicata è infatti un vitigno aromatico, ossia in grado di dare al vino il medesimo aroma presente nelle sue uve mature. Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata presenta una foglia grande, pentagonale ma anche orbicolare, pentalobata. Il suo grappolo è medio, cilindrico-conico, semplice o alato, spargolo. L’acino è piccolo, rotondo, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo-rosato. Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata ha vigoria medio-bassa ed epoca di maturazione media. Il vitigno Malvasia Bianca di Basilicata dà un vino dal colore paglierino chiaro, che al naso ha un profumo spiccato, ed un sapore gradevolmente morbido e tendente all’amabile. Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata è uno dei  Vitigni aromatici, Vitigni autoctoni a Bacca bianca della regione Basilicata, registrato ufficialmente dal 1971. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 210 ha.

Malvasia bianca di Basilicata - Ampelografia del vitigno

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia bianca di Basilicata sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata ha grande, Orbicolare, Pentagonale, Pentalobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata ha Spargolo, Grappolo medio, Grappolo cilindrico, Grappolo conico. Ali nel grapppolo: 0 o 1 ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia bianca di Basilicata ha acini piccoli, di forma Sferoidale, con buccia pruinosa e di colore verde-gialla.

Malvasia bianca di Basilicata - Caratteristiche del vino

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia bianca di Basilicata sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia bianca di Basilicata è di colore Giallo paglierino, chiaro. Al palato è morbido, pastoso, caratteristico.

Vitigno Malvasia Nera Di Brindisi

 

Il vitigno Malvasia Nera di Brindisi, così come la Malvasia nera di Lecce, sono due vitigni autoctoni a bacca nera diffusi nelle due rispettive province nella regione Puglia. Essi sono da sempre considerati due vitigni diversi, in quanto il loro comportamento in vigna è alquanto dissimile. In realtà, recenti indagini a livello ampelografico e molecolare fanno supporre che la loro parentela sia molto più stretta di quanto in un promo tempo ipotizzato. Come le altre Malvasie a bacca nera, anche la Malvasia Nera di Brindisi appartiene a quella famiglia di vitigni Il cui nome “Malvasia” deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia.

Il vitigno Malvasia Nera di Brindisi, come si evince dal nome, si trova soprattutto nelle province di Lecce, Taranto e Brindisi. Discretamente produttiva, la Malvasia nera di Brindisi sviluppa grappoli di media dimensione e acini con buccia sottile di colore blu. Il mosto non presenta il tipico deciso sapore di moscato, che è comune in molte malvasie, anche se la sua lieve componente di aromaticità è sufficiente per catalogarla tra le Malvasie aromatiche. Da sempre condivide la vigna e in molti casi anche il processo fermentativo con il Negroamaro in molte denominazioni d’origine salentina tra cui la Salice Salentino DOC e la Brindisi DOC. Inoltre, la Malvasia Nera di Brindisi viene usata anche come componente di diversi vini rosati appartenenti soprattutto alle DOC pugliesi di Alezio, Leverano, Copertino, Lizzano, Nardò, Salice Salentino e Squinzano. La Malvasia Nera di Brindisi vinificata in bianco può anche dare un vino secco di grande carattere e, affiancata in uvaggio ad altri vitigni, contribuisce ad arrotondarne le caratteristiche stemperandone la spigolosità.

INFORMAZIONI GENERALI SUL VITIGNO MALVASIA NERA DI BRINDISI

Il vitigno Malvasia nera di Brindisi è uno dei Vitigni aromaticiVitigni locali a Bacca nera presenti principalmente nelle regioni Puglia e registrato ufficialmente nel Catalogo nazionale varietà di vite dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 879 ha.

MALVASIA NERA DI BRINDISI - AMPELOGRAFIA DEL VITIGNO

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia nera di Brindisi sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia nera di Brindisi ha Foglia media, grande, Pentagonale, Pentalobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia nera di Brindisi ha Grappolo compatto, Grappolo mediamente compatto, Grappolo medio, Grappolo conico. Ali nel grapppolo: 0 o 1 ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia nera di Brindisi ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, con buccia pruinosa, sottile e di colore blu-nera.

 

Il suolo e la vite


Approfondimento per tecnici:

Premessa

In viticoltura il suolo non è un semplice supporto fisico.
È un fattore strutturante, capace di condizionare sviluppo radicale, vigoria, equilibrio vegeto-produttivo e stile finale del vino.

Parlare di territorio senza comprendere il suolo significa fermarsi alla superficie.


1. Il suolo come sistema viticolo

Il suolo viticolo agisce su:

  • disponibilità idrica

  • nutrizione minerale

  • profondità radicale

  • risposta allo stress

  • regolarità di maturazione

👉 La qualità non nasce dal suolo “ricco”,
ma dal suolo coerente con vitigno, clima e obiettivo enologico.


2. Marne

(argilla + calcare in equilibrio instabile)

Le marne sono suoli complessi, composti da una miscela variabile di argilla e calcare.

Caratteristiche principali

  • buona capacità di ritenzione idrica

  • drenaggio moderato

  • risposta lenta agli stress

Effetti sulla vite

  • vigoria controllabile

  • maturazioni regolari

  • equilibrio tra zuccheri, acidità e struttura

Effetti sul vino

  • vini coerenti, raramente estremi

  • buona profondità gustativa

  • tensione composta

👉 Le marne richiedono lettura attenta:
sono generose solo se ben interpretate.


3. Scisti

(suoli di frattura e verticalità)

Gli scisti sono rocce metamorfiche stratificate, che si sfogliano in lamine sottili.

Caratteristiche principali

  • drenaggio elevato

  • bassa fertilità apparente

  • forte capacità di accumulo termico

Effetti sulla vite

  • radici profonde e orientate

  • vigoria naturalmente contenuta

  • stress idrico frequente ma gestibile

Effetti sul vino

  • elevata tensione

  • profili minerali marcati

  • struttura verticale e nervosa

👉 Qui il suolo non accompagna:
costringe.


4. Ghiaie e ciottoli

(drenaggio, calore, resilienza)

Suoli composti da materiali grossolani, spesso di origine alluvionale antica.

Caratteristiche principali

  • drenaggio molto rapido

  • accumulo e restituzione di calore

  • bassa ritenzione idrica superficiale

Effetti sulla vite

  • sviluppo radicale profondo

  • controllo naturale della vigoria

  • sensibilità allo stress idrico estivo

Effetti sul vino

  • vini franchi e diretti

  • buona concentrazione

  • maturazioni omogenee

👉 La vite impara presto a cavarsela da sola.


5. Suoli alluvionali

(stratificazione e abbondanza)

I suoli alluvionali derivano da depositi successivi di materiali trasportati dall’acqua.

Caratteristiche principali

  • elevata fertilità

  • composizione stratificata

  • disponibilità idrica variabile

Effetti sulla vite

  • forte vigoria potenziale

  • rischio di squilibri vegetativi

  • grande risposta alle pratiche agronomiche

Effetti sul vino

  • vini completi e accessibili se la vigoria è controllata

  • rischio di diluizione se non gestiti

👉 Qui il suolo chiede scelte, non abbandono.


6. Suoli misti e di transizione

(complessità crescente)

Sempre più vigneti insistono su suoli eterogenei:

  • calcareo-sabbiosi

  • argilloso-ghiaiosi

  • stratificati e irregolari

Caratteristiche principali

  • risposta variabile anche su brevi distanze

  • difficoltà di lettura uniforme

  • elevata influenza del microclima

Effetti sulla vite

  • adattamento continuo

  • differenze intra-parcellari

  • necessità di zonazione e gestione mirata

Effetti sul vino

  • maggiore complessità

  • forte impronta interpretativa

  • stile meno automatico

👉 Qui nasce la viticoltura di precisione.


7. Suolo, stress e qualità

Uno stress moderato:

  • riduce vigoria

  • favorisce concentrazione

  • migliora equilibrio

Uno stress eccessivo:

  • blocca maturazione

  • impoverisce aromi

  • compromette struttura

👉 Il suolo non deve semplificare il lavoro.
Deve dialogare con chi lo coltiva.


Conclusione tecnica

Il suolo non è una classificazione geologica.
È una responsabilità agronomica.

Ogni metro di terra reagisce in modo diverso.
Il compito del professionista non è uniformare,
ma interpretare.

Il vino migliore non nasce dal suolo “perfetto”,
ma dal suolo capito.