giovedì 1 gennaio 2026

🌊 Mare, collina, montagna

 

Lettura per tecnici

Tre modelli pedoclimatici, tre approcci viticoli

Premessa

In viticoltura, mare, collina e montagna non rappresentano semplici collocazioni geografiche.
Sono modelli ambientali distinti, ciascuno con implicazioni precise su:

  • fisiologia della vite

  • dinamica di maturazione

  • stile del vino

  • scelte agronomiche ed enologiche

Non esiste una gerarchia qualitativa tra questi ambienti.
Esistono regole diverse.


1. Viticoltura di mare

Sapidità, luce, ventilazione

Caratteristiche ambientali

  • Influenza marina diretta o indiretta

  • Elevata luminosità (riflessione della luce)

  • Ventilazione costante

  • Escursione termica generalmente moderata

Effetti sulla vite

  • Traspirazione regolare

  • Ridotta pressione fungina

  • Maturazioni spesso precoci e omogenee

Implicazioni agronomiche

  • Gestione attenta della chioma per evitare stress idrico

  • Controllo della salinità nei suoli costieri

  • Attenzione all’eccesso di zuccheri in annate calde

Profilo enologico tipico

  • Spiccata sapidità

  • Profilo diretto e leggibile

  • Minor tensione acida rispetto alla montagna

  • Vini solari ma non necessariamente pesanti

👉 La viticoltura di mare richiede controllo, non spinta.


2. Viticoltura collinare

Equilibrio, mediazione, continuità

Caratteristiche ambientali

  • Altitudine intermedia

  • Buon drenaggio dei suoli

  • Esposizioni variabili

  • Equilibrio tra luce, vento e temperatura

Effetti sulla vite

  • Vigoria naturalmente regolabile

  • Maturazioni progressive

  • Buona sintesi aromatica e fenolica

Implicazioni agronomiche

  • Possibilità di modulare stile tramite esposizione

  • Gestione della resa come leva qualitativa

  • Adattabilità a numerosi vitigni

Profilo enologico tipico

  • Equilibrio tra alcol, acidità e struttura

  • Espressione territoriale chiara

  • Vini completi e leggibili nel tempo

👉 La collina è il luogo dell’interpretazione:
consente margine di errore, ma non lo giustifica.


3. Viticoltura di montagna

Tensione, disciplina, verità

Caratteristiche ambientali

  • Altitudine elevata

  • Escursioni termiche marcate

  • Stagioni vegetative brevi

  • Radiazione solare intensa ma temperature contenute

Effetti sulla vite

  • Rallentamento metabolico

  • Preservazione dell’acidità

  • Maturazioni tardive e selettive

Implicazioni agronomiche

  • Scelta accurata dei vitigni

  • Necessità di esposizioni ottimali

  • Rischio climatico elevato (gelate, piogge tardive)

Profilo enologico tipico

  • Elevata tensione acida

  • Precisione aromatica

  • Struttura essenziale

  • Grande potenziale di longevità

👉 In montagna la vite non può mentire:
ogni errore resta visibile.


4. Confronto operativo sintetico

AmbientePunto di forza principaleRischio principaleStile dominante
MareSapidità e leggibilitàEccesso alcolicoDiretto, solare
CollinaEquilibrio complessivoUniformitàCompleto
MontagnaTensione e precisioneIncompleta maturazioneVerticale

5. Scelte stilistiche e non gerarchia

Un errore frequente è considerare uno di questi ambienti “superiore” agli altri.
Dal punto di vista tecnico questo approccio è scorretto.

La qualità nasce dalla coerenza tra ambiente, vitigno e obiettivo enologico, non dall’altitudine o dalla vicinanza al mare.

👉 Tecnica avanzata = adattamento al modello ambientale, non competizione tra modelli.


Conclusione tecnica

Mare, collina e montagna non sono categorie estetiche.
Sono sistemi di regole.

Il professionista che li comprende:

  • non forza lo stile

  • non uniforma il risultato

  • non cerca scorciatoie

Ma costruisce vini che reggono il tempo, perché nati in accordo con il luogo.

🧪 Le Vernacce


Premessa

Il termine Vernaccia non identifica un unico vitigno dal punto di vista ampelografico.
È un nome storico, utilizzato in epoche diverse per uve differenti, spesso non imparentate geneticamente, ma accomunate da una forte radicazione territoriale e da profili enologici non accomodanti.

Per il professionista è essenziale distinguere tra:

  • nome storico

  • vitigno reale

  • territorio di elezione


1. Origine del nome “Vernaccia”

Il termine deriva dal latino vernaculus (“del luogo”, “autoctono”).
Storicamente indicava il vino del posto, non una varietà specifica.

Questo spiega:

  • la presenza di Vernacce diverse tra loro

  • l’assenza di un’unica linea genetica

  • la forte identificazione con micro-aree precise

👉 Vernaccia è un concetto culturale prima che botanico.


VITIGNO VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO

La Vernaccia di San Gimignano è un vitigno a bacca bianca presente in Toscana fin dall’antichità. Le sue origini rimangono ignote, anche se alcuni pensano che sia autoctono della zona attuale di maggiore coltivazione, ossia la provincia di Siena, infatti già dal 1276 se ne trova menzione negli archivi comunali di San Gimignano, ed il vino omonimo era utilizzato per il commercio anche da parte di famiglie patrizie come quella dei Medici. Il suo nome, come per le altre Vernacce, potrebbe provenire dal latino “ver“, Primavera, oppure da “vitis vernacula“, ossia “di casa”, come riportato da Lucio Giunio Moderato Columella nella sua opera “De re rustica“. Secondo altri il termine potrebbe essere di derivazione più recente e fatto risalire al vitigno di origine francese Grenache o dal suo sinonimo catalano Garnacha.

La Vernaccia di San Gimignano condivide il nome con la Vernaccia di Oristano, ma le due varietà sono assolutamente distinte dal punto di vista ampelografico. La Vernaccia di San Gimignano ha grandi grappoli a forma piramidale lunga, talvolta alati, con densità mediamente compatte e acini medi, rotondi, molto pruinosi con bucce spesse e ambrate con il sole. La sua produzione è costante e abbondante, con il vitigno allevato a Guyot o archetto e potato lungo. Il vitigno preferisce terreni calcarei-argillosi o tufacei-siliciosi. Un vantaggio presente nella Vernaccia di San Gimignano è la sua resistenza a malattie e insetti. Il vino che si produce da questo vitigno è stato il primo in Italia a ricevere la DOCG e tra i primi ad essere riconosciuto come DOC. La Vernaccia ha avuto una importanza fondamentale per San Gimignano e per la Toscana per molti secoli. Negli anni 50 del novecento, vitigni più produttivi come il Trebbiano toscano e la Malvasia bianca presero il sopravvento fino a fargli rischiare l’estinzione. Attualmente, dopo anni di oblio, i vini della Vernaccia di San Gimignano hanno ritrovato il loro splendore, anche nelle versioni affinate in rovere, dai profumi particolari e dalla notevole struttura.

 Vernaccia di San Gimignano

Il vitigno Vernaccia di San Gimignano è uno dei Vitigni locali a Bacca bianca presenti principalmente nelle regioni Toscana e registrato ufficialmente nel Catalogo nazionale varietà di vite dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 510 ha.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO - AMPELOGRAFIA DEL VITIGNO

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Vernaccia di San Gimignano sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Vernaccia di San Gimignano ha Foglia media, Orbicolare, Pentalobata, Trilobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Vernaccia di San Gimignano ha Grappolo
compatto, Grappolo mediamente compatto, Grappolo
lungo, Grappolo piramidale. Ali nel grapppolo: 0 o 1 ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Vernaccia di San Gimignano ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, con buccia Buccia di medio spessore e 
di colore verde-gialla.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO - CARATTERISTICHE DEL VINO

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Vernaccia di San Gimignano sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Vernaccia di San Gimignano 
è di colore Giallo paglierino con riflessi dorati. Al palato è secco, sapido, intenso, Fruttato.

 


Vitigno Vernaccia di Oristano

La Vernaccia di Oristano è un vitigno a bacca bianca presente in Sardegna, come richiamato dal nome, nella provincia di Oristano, fin dall’antichità. Le sue origini rimangono ignote, anche se alcuni pensano che sia giunto nell’isola in epoca romana, molti però lo ritengono un autentico autoctono sardo. Il suo nome potrebbe provenire dal latino “ver“, Primavera, oppure da “vitis vernacula“, ossia “di casa”, come riportato da Lucio Giunio Moderato Columella nella sua opera “De re rustica“. Secondo altri il termine potrebbe essere di derivazione più recente e fatto risalire al vitigno di origine francese Grenache o dal suo sinonimo catalano Garnacha. Con altri vitigni, come la Vernaccia di San Gimignano o la Vernaccia di Serrapetrona condivide solo la prima parte del nome, avendo in realtà un patrimonio genetico del tutto diverso. Dal punto di vista ampelografico, la Vernaccia di Oristano si caratterizza per la foglia orbicolare o pentagonale, di media grandezza, trilobata. Il suo grappolo è mediamente compatto, corto, cilindrico-conico, dotato di acini piccoli, di forma rotonda, con buccia sottile, delicata, poco consistente, molto pruinosa, di colore giallo dorato tendente al verde. Nella sua zona tipica di coltivazione, l’Oristanese, viene utilizzata anche per la produzione della Vernaccia di Oristano DOC, ottenuto con un metodo ossidativo simile a quello dello Jerez, utilizzando lieviti a filmatura superficiale detti “flor“. Questo particolare vino può essere prodotto con uve coltivate solamente in alcuni comuni della provincia di Oristano. E’stato il primo vino in Sardegna a venir riconosciuto come DOC, nel 1971 e da allora ha visto una continua decrescita produttiva, passando dai 1500 ettari vitati degli anni Settanta a 582 nel 2000 per arrivare a 435 ettari nel 2010. La Vernaccia di Oristano ha struttura gustativa robusta e ricca di grande morbidezza. Le forti sensazioni percepite si basano anche sulla notevole componente alcolica che, insieme a tutti gli altri elementi estrattivi, contribuisce a determinare l’importante persistenza aromatica intensa. Le sensazioni ossidative dovute al particolare tipo di affinamento ricordano quelle dello Sherry. Il vitigno Vernaccia di Oristano è uno dei Vitigni autoctoni a Bacca bianca della regione Sardegna, registrato ufficialmente dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 270 ha.

Vernaccia di Oristano - Ampelografia del vitigno

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Vernaccia di Oristano sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Vernaccia di Oristano ha Foglia piccola, Orbicolare, Trilobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Vernaccia di Oristano ha Grappolo compatto, Grappolo mediamente compatto, Grappolo corto, Grappolo cilindrico, Grappolo conico.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Vernaccia di Oristano ha acini dimensione media, piccoli, di forma Sferoidale, Sub-sferoidale, con buccia molto pruinosa, poco consistente, sottile e di colore verde-gialla.

Vernaccia di Oristano - Caratteristiche del vino

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Vernaccia di Oristano sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Vernaccia di Oristano è di colore giallo oro. Al palato è Caldo, secco, etereo.


vitigno Vernaccia nera

La Vernaccia Nera è un vitigno a bacca nera coltivato nelle Marche, soprattutto nella zona di Serrapetrona, in provincia di Macerata, dove ancor oggi se ne producono quantitativi molto limitati, tanto da poterla considerare una rarità, sia dal punto di vista ampelografico che enologico. La superficie vitata totale di questo vitigno ad oggi (2012) ammonta a circa 45 ettari. Il termine “Vernaccia” sembra provenire dal latino “ver“, Primavera, oppure da “vitis vernacula“, ossia “di casa”, come riportato dal Columella nella sua opera “De re rustica“. Secondo altri il termine potrebbe essere di derivazione più recente e fatto risalire al vitigno di origine francese Grenache o dal suo sinonimo catalano Garnacha. Infatti esistono chiare similitudini tra quest’ultimo vitigno e la Vernaccia nera coltivata nelle Marche. La presenza della Vernaccia Nera nelle Marche nei tempi passati è stata testimoniata dal Di Rovasenda (1877) che lo riporta come una delle migliori uve coltivate in regione.

Inoltre, dal punto di vista genetico, è ormai certa la comunanza di origine sia col Cannonau sardo che col Tocai rosso coltivato nel vicentino, anche se le tre specie continuano ad essere catalogate distintamente nel Registro nazionale varietà di vite. La Vernaccia nera è utilizzata soprattutto per la produzione del vino Vernaccia di Serrapetrona DOCG, spumante rosso ottenuto con la particolarità di sottoporre ad appassimento circa metà (40%) delle uve e procedere alla spumantizzazione dopo l’assemblaggio col vino ottenuto dalle uve non passite. Sempre in purezza, ma anche a volta in assemblaggio con altri vitigni, possiamo trovare la Vernaccia nera in varie DOC locali come il Serrapetrona DOC e i Terreni di San Severino Rosso DOC. Mentre nei Colli Maceratesi DOC Rosso, se utilizzata, lo troviamo in percentuali minori.

Il vitigno Vernaccia nera è uno dei Vitigni autoctoni a Bacca nera della regione Marche, registrato ufficialmente dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 280 ha.

Vernaccia nera - Ampelografia del vitigno

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Vernaccia nera sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Vernaccia nera ha Foglia media, Orbicolare, Pentalobata, Trilobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Vernaccia nera ha Grappolo compatto, Grappolo medio, Grappolo cilindrico, Grappolo conico. Ali nel grapppolo: 1 ala.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Vernaccia nera ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, Sub-sferoidale, con buccia Buccia di media consistenza, Buccia di medio spessore e di colore blu-nera.

Vernaccia nera - Caratteristiche del vino

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Vernaccia nera sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Vernaccia nera è di colore Rosso rubino, trasparente. Al palato è vinoso.

 


5. Tratti comuni delle Vernacce (tecnicamente)

Pur nella diversità, le Vernacce condividono:

  • bassa aromaticità primaria

  • forte impronta territoriale

  • scarsa adattabilità fuori zona

  • necessità di gestione agronomica attenta

  • resistenza allo stile standardizzato

👉 Non sono vitigni “facili”.

👉 Sono vitigni identitari.


6. Criticità e potenzialità

Criticità

  • scarsa riconoscibilità commerciale

  • profili gustativi non immediati

  • difficoltà di interpretazione fuori zona

Potenzialità

  • unicità territoriale

  • longevità

  • crescente interesse per vini non omologati

  • valore culturale e storico


Conclusione tecnica

Le Vernacce non sono vitigni da espansione.
Sono vitigni da custodia.

Il loro valore non sta nella replicabilità,
ma nella fedeltà a un luogo.

Per il professionista, lavorare con una Vernaccia significa accettare una sfida:
non adattare il vitigno al mercato,
ma costruire uno stile coerente con la sua natura.