sabato 27 dicembre 2025

VITIGNI GRUPPO SCHIAVE

 


Il nome Schiava deriva dal latino cum vineis sclavis utilizzato nel medioevo (XII secolo) nel territorio longobardo (Veneto e Lombardia del nord) per indicare le viti allevate a filare e quindi in qualche modo "costrette" nel loro sviluppo. Questa espressione si contrapponeva alla coltura classica nella zona delle viti selvatiche (labrusca), che erano lasciate libere di arrampicarsi sugli alberi, e che venivano anche denominate viti maggiori o altane.

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Schiava Gentile

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Schiava Grossa

Con lo stesso nome venivano indicati più vitigni che avevano in comune alcune caratteristiche: alta fertilità, maturazione precoce, abbondante resa in mosto. Ne risultavano uve dai grappoli pesanti e precoci che richiedevano l'aiuto di un sostegno per non spezzare i rami (tralci) non ancora strutturati.

Nello stesso periodo compaiono citazioni di una varietà di uva Schlaft (dal tardo-latino sclavenus corrispondente al latino vernaculus = del posto) nel Trentino, da cui derivano rispettivamente i nomi Schiava e Vernatsch con cui viene oggi designata quest'uva in quella regione.

In passato le varietà di Schiava più apprezzate erano quelle a bacca bianca, ma nel diciannovesimo secolo si è diffusa maggiormente la varietà a bacca rossa, in particolare una varietà a grappolo grande detta Magellana e una a grappolo piccolo detta Gentile.

Oggi esistono soltanto 4 varietà di Schiava iscritte al Registro Nazionale delle varietà di vite, tutte a bacca rossa.

In accordo con le origini storiche, le analisi chimiche effettuate sulle varietà oggi coltivate permettono di raggruppare le Schiave in due famiglie con origini geografiche diverse: una famiglia comprende la zona padana della Lombardia e del Veneto un'altra famiglia è invece costituita dalle varietà coltivate nel Trentino Alto Adige.

Tutte le varietà hanno in comune la caratteristica di produrre vini dal sapore gradevole e gentile, con poco colore e poca forza, che esprimono il meglio di sé mescolati con altri vitigni, conferendo loro finezza.

 

Vitigno

Vino DOC che lo contiene

Province in cui la varietà è raccomandata (R) o autorizzata (A)

Schiava

R: Como, Lecco;

Schiava gentile

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Lago di Caldaro o Caldaro, Casteller, Valdadige, Alto Adige, Trentino, Botticino, Cellatica

R: Bolzano, Brescia, Massa Carrara, Trento Verona;

Schiava grigia

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Lago di Caldaro o Caldaro, Valdadige, Alto Adige, Trentino, Botticino, Cellatica

R: Bolzano, Brescia, Trento, Verona;

Schiava grossa

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Lago di Caldaro o Caldaro, Casteller, Valdadige, Alto Adige, Trentino

R: Bergamo, Bolzano, Trento, Verona;

A: Brescia

 

Vitigno MALVASIA ROSA

 

 

Il vitigno Malvasia rosa è vitigno a bacca rosa ottenuto da una mutazione genetica naturale della Malvasia di Candia aromatica, identificato ed isolato a fine degli anni ’60 in un vigneto della Valnure, quando su una vigna è apparso un grappolo rosa in mezzo a tanti grappoli dorati. La Malvasia rosa è diffusa in Emilia-Romagna, soprattutto nel Piacentino. Il suo grappolo è medio-grande, piramidale, alato e poco compatto. L’acino è grande, tondo con buccia spessa, pruinosa di color rosa. Dalle uve della Malvasia rosa è si ricava un ottimo vino rosato, fermo o frizzante. Il vitigno è anche adatto alla produzione di spumanti. Il vino della Malvasia rosa ha un colore rosato tenue, profumo di pesca e viola, è leggermente aromatico, fresco, sapido, poco alcolico. Si abbina a salumi, primi piatti alle vongole, crostacei, ottimo anche come aperitivo, servito ad una temperatura di 12°-16°.

VITIGNO MALVASIA NERA

 

La “Malvasia Nera” è una dei vitigni a bacca nera appartenente alla famiglia delle Malvasie, il cui nome deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. La Malvasia nera è diffusa in molte regioni del centro-sud Italia, dove si presenta come cloni diversi (Malvasia nera di Brindisi, Malvasia nera di Lecce, Malvasia nera di Basilicata), in Piemonte (Malvasia nera lunga), mentre come Malvasia nera è diffusa in Toscana (dove prima di venire quasi totalmente abbandonata a causa delle difficoltà in vinificazione, rientrava nell’uvaggio del Chianti) e in Trentino-Alto Adige (dove dà vita alla tipologia Alto Adige Malvasia DOC).

 

Il vitigno Malvasia nera è uno dei  Vitigni autoctoni a Bacca nera della regione Trentino-Alto Adige, registrato ufficialmente dal . La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 851 ha.

MALVASIA NERA - AMPELOGRAFIA DEL VITIGNO

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia nera sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia nera ha Foglia media, Pentagonale, Trilobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia nera ha Spargolo, Grappolo lungo, Grappolo piramidale. Ali nel grapppolo: 1 ala.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia nera ha acini dimensione media, di forma Acini elissoidali, con buccia  molto pruinosa, Buccia di media consistenza, Buccia di medio spessore e di colore rosso scura-violetta.

MALVASIA NERA - CARATTERISTICHE DEL VINO

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia nera sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia nera è di colore Rosso rubino, chiaro. Al palato è Aromatico, fine.

VITIGNO MALVASIA ISTRIANA

 


La Malvasia Istriana è, tra le diverse Malvasie a bacca bianca, quella più in grado di dare vita a vini non aromatici e dotati di grande finezza, eleganza e complessità. Di origine greca, la Malvasia Istriana fu portata in Italia dai Veneziani già prima del Trecento. Grazie alla Repubblica Veneta, dalla regione storica del Peloponneso, il vitigno cominciò a diffondersi lungo tutto l’alto Adriatico: Istria, Carso, Collio e Isonzo. Attualmente la Malvasia Istriana è coltivata in tutto il Friuli-Venezia Giulia e nel Collio Sloveno. Se convenzionalmente il vitigno è utilizzato nella vinificazione classica in bianco, dando vini dal carattere fresco, fruttato e delicato, alcuni vignaioli offrono interpretazioni anche più strutturate, corpose ed espressive, ricorrendo anche a lunghe macerazioni sulle bucce e ad affinamenti in botti di rovere. In questo modo si ottengono vini particolari, dai caratteristici riflessi aranciati, veri e propri gioielli dell’enologia friulana e slovena.

La foglia del vitigno Malvasia Istriana ha grandezza media, forma pentagonale, leggermente trilobata o quasi intera. Il grappolo è medio (lungo circa 15 cm) di compattezza media o un po’ spargolo, quasi cilindrico, spesso dotato di un’ala. L’acino è medio, sferoidale e regolare, con buccia di media consistenza, pruinosa, di color verde-giallastro. Il vitigno Malvasia Istriana dà un vino di colore giallo paglierino, che a seconda della zona di provenienza e del tipo di elaborazione può variare dai riflessi verdolini al paglierino dorato. La sua consistenza è più o meno marcata a seconda sempre della provenienza e dell’elaborazione. Al naso è caratterizzato da intensità e complessità olfattive ragguardevoli, con note floreali di tiglio, in alcuni casi note minerali di gesso e in altri sfumature vegetali di olive verdi, il tutto in un sottofondo a volte agrumato di mandarino, in altre più speziato e con sentori di fine pasta di mandorle. Al palato i vini da Malvasia Istriana sono freschi e sapidi, pieni e di buon corpo. Le versioni più affinate o ricche di estratti talvolta attenuano in modo elegante sapidità e freschezza, risultando nel complesso vini estremamente fini ed armonici.

 

Il vitigno Malvasia Istriana è uno dei Vitigni locali a Bacca bianca della regione Friuli-Venezia Giulia, registrato ufficialmente dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 296 ha.

MALVASIA ISTRIANA - AMPELOGRAFIA DEL VITIGNO

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia Istriana sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia Istriana ha Foglia media, Pentagonale, Intera, Trilobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia Istriana ha Grappolo compatto, Grappolo mediamente compatto, Grappolo medio, Grappolo cilindrico. Ali nel grapppolo: 1 ala.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia Istriana ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, con buccia Acini con ombelico evidente, Buccia pruinosa e di colore verde-gialla.

MALVASIA ISTRIANA - CARATTERISTICHE DEL VINO

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia Istriana sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia Istriana è di colore Giallo paglierino con riflessi dorati. Al palato è secco, Fruttato, Floreale.

Vitigno Malvasia di Casorzo

 




il vitigno Malvasia di Casorzo, come le altre Malvasie a bacca nera, appartiene a quella famiglia di vitigni Il cui nome “Malvasia” deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo.  Un altro documento di quegli anni si trova citato vino “malvaticus”, era la Malvasia a bacca nera, prodotta a Cipro e commercializzata anche in Piemonte. Nel 1468 nel comune di Mondonio si rileva la prima citazione di un vigneto di Malvasia. Il vitigno Malvasia di Casorzo viene coltivato nel comune di Casorzo in provincia di Asti. I vigneti della Malvasia di Casorzo sono tutti localizzati nella parte medio-alta delle colline attorno al paese, in modo da avere una migliore esposizione ai raggi solari e meglio difendersi dalle brinate primaverili. Il vitigno Malvasia di Casorzo ha una vita piuttosto lunga ed offre produzioni abbondanti e costanti. Rispetto ad altri vitigni, dimostra una migliore resistenza ad agenti atmosferici quali grandine e gelo. Le uve di questo vitigno concorrono per il 90% alla composizione di un vino rosso dolce ed aromatico, chiamato appunto Malvasia di Casorzo DOC. Il resto possono essere varietà di Freisa, Grignolino e Barbera. Il colore del vino va dal rosso ciliegia al rosso rubino e viene anche fatto nella versione frizzante e in una vellutata versione passito. La Malvasia di Casorzo è una delle Malvasie aromatiche a bacca nera.

Il vitigno Malvasia di Casorzo è uno dei Vitigni aromatici, Vitigni autoctoni a Bacca nera della regione Piemonte, registrato ufficialmente dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 107 ha.

Malvasia di Casorzo - Ampelografia del vitigno

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi.

Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia di Casorzo sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia di Casorzo ha Foglia media, Pentagonale.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia di Casorzo ha Grappolo molto spargolo, Grappolo medio, Grappolo cilindrico. Ali nel grapppolo: 2 ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia di Casorzo ha acini dimensione media, di forma Acini elissoidali, con buccia pruinosa e di colore blu-nera.

Malvasia di Casorzo - Caratteristiche del vino

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia di Casorzo sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia di Casorzo è di colore. Al palato è Aromatico, fine, intenso, tannico.