non è solo una cantina, ma un baluardo della viticoltura tradizionale piemontese che affonda le sue radici nel XIX secolo.
Le Radici e la Nascita (1870-1916)
La storia inizia nel 1870 con Giovanni Battista Rinaldi, che fondò l'azienda Barale-Rinaldi dopo aver acquistato una cascina sulla collina di Cannubi. Nel 1916, a seguito di una divisione ereditaria tra i fratelli, Giuseppe Rinaldi (nonno del celebre "Citrico") fondò ufficialmente l'attuale azienda agricola, imbottigliando la sua prima annata con etichetta propria nel 1921.
L'Era di Battista e il Legame con il Territorio
Il testimone passò poi al figlio Battista Rinaldi (1918-1992), un enologo colto che fu anche sindaco di Barolo tra il 1970 e il 1975. Battista fu fondamentale non solo per il consolidamento qualitativo dell'azienda, ma per l'intera regione, essendo stato tra i fondatori dell'Enoteca Regionale del Barolo.
Beppe "Citrico": L'Anima Ribelle (1992-2018)
Nel 1992, la gestione passò a Giuseppe Rinaldi, per tutti "Beppe" o soprannominato "Citrico" per il suo carattere schietto e pungente. Veterinario di professione prestato all'enologia, Beppe è diventato una figura leggendaria per la sua difesa intransigente della tradizione:
- Vinificazione classica: Uso esclusivo di tini di legno troncoconici aperti per la fermentazione e lunghi affinamenti in grandi botti di rovere di Slavonia.
- L'arte dell'assemblaggio: Al contrario dei modernisti focalizzati sui singoli "cru", Beppe sosteneva l'antica arte piemontese di assemblare uve da diversi vigneti (come Brunate, Le Coste, Cannubi San Lorenzo e Ravera) per ottenere un vino più equilibrato e complesso.
- Resistenza culturale: Si oppose fermamente alle mode dei vini "morbidi" e pronti subito, producendo Baroli austeri, tannici e capaci di sfidare i decenni.
Il Presente: Marta e Carlotta
Dopo la scomparsa di Beppe nel 2018, l'eredità è passata alle figlie Marta (enologa) e Carlotta (agronoma). Le "sorelle del Barolo" continuano oggi il lavoro del padre con lo stesso rigore artigianale, mantenendo la cantina di Via Monforte un luogo di culto per gli amanti del vino autentico e non filtrato dalle logiche commerciali.
I vini dell'azienda Giuseppe Rinaldi sono considerati tra i più ricercati e iconici al mondo per la loro aderenza ferrea alla tradizione delle Langhe. La produzione si concentra su pochi ettari di vigneti d'eccellenza situati nei comuni di Barolo e Novello.
Ecco i vini più blasonati della cantina:
I Grandi Barolo (Le Icone)
Il Barolo di Rinaldi è storicamente frutto di un assemblaggio di diversi cru, una pratica tradizionale che l'azienda difende con orgoglio.
- Barolo Brunate: Proveniente da uno dei vigneti più celebri al mondo (condiviso con il comune di La Morra), è noto per la sua austerità, potenza e incredibile capacità di invecchiamento. Storicamente veniva etichettato come Barolo Brunate-Le Coste.
- Barolo Tre Tine: Introdotto per rispettare le nuove normative sui cru, questo vino unisce le uve dei vigneti Cannubi San Lorenzo, Ravera e Le Coste. È un Barolo che punta sull'equilibrio e sull'eleganza aromatica.
- Barolo Cannubi San Lorenzo - Ravera: Etichetta storica (ora confluita nel Tre Tine) che esprimeva la finezza del Cannubi unita alla struttura del Ravera.
- Barolo Bussia: Una produzione più recente (dal 2019) legata al prestigioso cru situato nel comune di Monforte d'Alba, caratterizzata da una struttura solida e profonda.
Gli Altri Vini della Tradizione
Oltre al Barolo, la cantina produce vini quotidiani trattati con lo stesso rigore artigianale:
- Langhe Nebbiolo: Spesso definito il "fratello minore" del Barolo, offre un approccio più immediato alla nobiltà del vitigno Nebbiolo.
- Barbera d'Alba: Un vino di grande carattere, con un'acidità vibrante e una struttura che beneficia del passaggio in botte grande.
- Dolcetto d'Alba: L'autentico vino da pasto piemontese, profumato e fragrante, prodotto secondo uno stile classico e asciutto.
- Langhe Freisa: Un vino per amatori, leggermente mosso o fermo a seconda dell'interpretazione, che Beppe Rinaldi amava particolarmente per la sua natura selvatica e contadina.
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