Una particolarità locale tra i vitigni della provincia di Chieti
Tra le piccole curiosità ampelografiche della provincia di Chieti esiste anche una varietà poco conosciuta ma interessante: la Lacrima di Tollo . Si tratta di un vitigno locale segnalato nell'area collinare attorno al comune di Tollo, uno dei territori storicamente più vocati alla viticoltura della costa teatina.
Il nome richiama immediatamente l'immagine della “lacrima”, termine spesso utilizzato nel linguaggio del vino per indicare la goccia che scende dal bicchiere, ma nel caso della Lacrima di Tollo è soprattutto un riferimento alla forma dell'acino e alla tradizione popolare locale.
Un vitigno minore ma identificatore
La Lacrima di Tollo non ha mai avuto una diffusione ampia come altri vitigni abruzzesi più noti, ma rappresenta uno di quei piccoli patrimoni agricoli che testimoniano la ricchezza della biodiversità viticola del territorio. In passato veniva coltivata soprattutto a livello familiare, spesso in piccoli appezzamenti o nei vigneti misti accanto ad altre varietà più diffuse.
Proprio questa dimensione domestica ha contribuito a preservarla nel tempo, anche se la sua presenza è rimasta limitata e poco documentata.
Il contrasto territoriale
Il territorio di Tollo, situato a pochi chilometri dal mare Adriatico, è caratterizzato da colline dolci con suoli argilloso-calcarei e da un clima mitigato dalle brezze marine. Queste condizioni hanno favorito nel tempo una viticoltura molto diffusa e una grande varietà di uve coltivate, tra vitigni principali e varietà minori.
In questo contesto la Lacrima di Tollo rappresenta una piccola curiosità locale, uno di quei vitigni che raccontano la storia agricola del territorio e la tradizione contadina della provincia di Chieti.
Una “chicca” della tradizione viticola
Oggi la Lacrima di Tollo può essere considerata più che altro una testimonianza della viticoltura storica locale , una di quelle varietà minori che contribuiscono a raccontare la complessità del patrimonio viticolo abruzzese.
In un territorio come quello teatino, dove dominano vitigni importanti come Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola , la presenza di queste piccole varietà rappresenta una vera chicca per chi studia la storia della vite e del vino .
Ed è proprio grazie a queste tracce, spesso nascoste tra i filari o nei ricordi dei viticoltori più anziani, che si può comprendere fino in fondo la ricchezza e la stratificazione della viticoltura abruzzese.
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