Il Pecorino è uno dei vitigni bianchi più interessanti dell'Italia centrale e rappresenta uno dei casi più emblematici di recupero di una varietà storica quasi scomparsa. Diffuso tra l' Abruzzo , le Marche e alcune zone dell'Appennino centrale, questo vitigno per lungo tempo è rimasto ai margini della viticoltura moderna.
Oggi, grazie alla riscoperta iniziata negli anni Novanta, il Pecorino è diventato uno dei protagonisti della nuova viticoltura abruzzese, apprezzato per la sua intensità aromatica, la freschezza naturale e la capacità di esprimere il territorio.
Origine del vitigno
Le origini del Pecorino sono molto antiche e legate alle aree montane dell'Appennino centrale. Il nome del vitigno sembra derivare dalla parola pecora : secondo la tradizione, durante la transumanza i pastori conducevano le greggi lungo i tratturi e gli animali erano attratti dai grappoli maturi di queste viti.
Questa immagine ha contribuito a fissare nel tempo il nome del vitigno, profondamente legato alla cultura rurale e pastorale dell'Appennino.
Per secoli il Pecorino è stato coltivato nelle campagne dell'Italia centrale come vitigno locale, spesso accanto ad altre varietà tradizionali.
Il declino del Novecento
Nel corso del Novecento la coltivazione del Pecorino diminuì drasticamente. La causa principale fu la bassa produttività della pianta : rispetto ad altri vitigni più generosi, il Pecorino produceva meno uva e risultava quindi meno conveniente per i viticoltori.
In un periodo storico in cui la viticoltura privilegiava soprattutto la quantità, molti vigneti di Pecorino furono progressivamente sostituiti da varietà più produttive.
Alla fine del secolo il vitigno rischiava quasi di scomparire.
La riscoperta
A partire dagli anni Novanta alcuni produttori dell'Italia centrale iniziarono a recuperare vecchi vigneti ea reimpiantare il Pecorino, intuendo il suo grande potenziale qualitativo.
Questo lavoro di recupero ha portato alla riscoperta di un vitigno capace di produrre vini di grande personalità. Oggi il Pecorino è diventato uno dei simboli della nuova viticoltura dell'Italia centrale.
Il territorio ideale
Il Pecorino predilige zone collinari fresche e ben ventilate , spesso situato una quota più elevata rispetto ai vigneti costieri.
Le condizioni ideali si trovano generalmente tra i 300 ei 600 metri di altitudine , dove la combinazione tra escursione termica e ventilazione favorisce la maturazione delle uve mantenendo una buona acidità.
I suoli più adatti sono spesso:
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argillosi
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calcarei
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ben drenati.
In queste condizioni la pianta riesce a sviluppare una buona concentrazione aromatica.
Il Pecorino nel bicchiere
I vini ottenuti dal Pecorino si distinguono per un carattere deciso e riconoscibile.
Nel bicchiere presentano generalmente:
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colore giallo paglierino intenso
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profumi intensi e complessi
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note agrumate e floreali , spesso accompagnate da sfumature di erbe aromatiche
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buona struttura , superiore a quella di molti altri bianchi della regione
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acidità marcata , che freschezza e capacità evolutiva.
Queste caratteristiche permettono al Pecorino di offrire vini equilibrati e molto espressivi.
Un vitigno simbolo della nuova viticoltura
Negli ultimi anni il Pecorino è diventato uno dei protagonisti della viticoltura dell'Abruzzo . Il recupero di questo vitigno dimostra come la valorizzazione delle varietà storiche possa contribuire a rafforzare l'identità enologica del territorio.
Oggi il Pecorino rappresenta non solo un vino di grande qualità, ma anche il simbolo di una viticoltura che riscopre le proprie radici e guarda al futuro attraverso la valorizzazione del patrimonio varietale locale.
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