sabato 27 dicembre 2025

🌬️ Il clima e la vite


Lettura  approfondita per tecnici

Premessa

In viticoltura il clima non è una variabile accessoria.
È un fattore strutturante, capace di orientare scelte agronomiche, definire lo stile del vino e determinare la sostenibilità futura di un territorio vitato.

Ridurre il clima a “bel tempo” o “annata difficile” significa perdere informazioni decisive.
Il professionista non può permetterselo.


1. Clima, annata e microclima: definizioni operative

  • Clima
    Andamento medio delle condizioni atmosferiche su scala pluriennale (temperatura, pioggia, vento, radiazione).

  • Annata
    Espressione specifica e irripetibile del clima in un singolo ciclo vegetativo.

  • Microclima
    Insieme di variazioni locali determinate da esposizione, altitudine, pendenza, suolo, copertura vegetale e gestione del vigneto.

👉 In viticoltura non esiste un clima “ideale” in assoluto, ma un clima coerente con vitigno, suolo e obiettivo enologico.


2. Temperatura: il motore fisiologico della vite

La temperatura governa l’intera fisiologia della pianta.

  • Influenza la fenologia: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, maturazione

  • Determina la velocità metabolica e l’accumulo degli zuccheri

Temperature elevate

  • accelerano la maturazione tecnologica

  • riducono l’acidità totale

  • aumentano il rischio di disallineamento con la maturità fenolica

Temperature basse

  • rallentano i processi

  • favoriscono freschezza e precisione aromatica

  • possono compromettere la completa maturazione tannica

👉 La qualità nasce dall’equilibrio, non dall’estremo.


3. Escursione termica: equilibrio tra zucchero, acidità e aromi

L’escursione termica giornaliera è uno dei parametri più determinanti.

  • Giorno caldo → fotosintesi attiva, accumulo zuccherino

  • Notte fresca → rallentamento respirazione, conservazione acidi, sintesi aromatica

Un’elevata escursione favorisce:

  • stabilità del colore

  • maggiore definizione aromatica

  • tannini più equilibrati

👉 Non è la temperatura massima a fare la qualità,
ma la differenza tra giorno e notte.


4. Precipitazioni: quantità, distribuzione, tempistica

In viticoltura non conta quanta pioggia cade, ma quando.

  • Piogge primaverili → sviluppo vegetativo

  • Piogge pre-invaiatura → incremento vigoria

  • Piogge pre-vendemmia → rischio diluizione e patologie

Siccità prolungata

  • può migliorare concentrazione

  • riduce vigoria

  • se eccessiva porta a stress idrico irreversibile

👉 La gestione idrica è oggi uno degli snodi tecnici principali.


5. Il vento: fattore spesso sottovalutato

Il vento incide su:

  • umidità dell’aria

  • pressione delle malattie fungine

  • temperatura percepita

  • traspirazione della pianta

In climi caldi è spesso un fattore di equilibrio.
In climi freddi o continentali può diventare limitante.

La sua presenza va sempre letta in relazione a:

  • esposizione

  • suolo

  • forma di allevamento


6. Eventi estremi: da eccezione a sistema

Negli ultimi decenni si osserva una crescente frequenza di:

  • gelate tardive

  • ondate di calore

  • grandinate improvvise

  • piogge intense concentrate

Non sono più anomalie statistiche,
ma variabili strutturali del sistema viticolo.

👉 Questo impone:

  • nuove scelte di portinnesto

  • modifiche delle forme di allevamento

  • gestione più dinamica della chioma

  • revisione delle epoche di vendemmia


7. Annata e stile: una verità tecnica

Due annate consecutive nello stesso vigneto:

  • non producono lo stesso vino

  • non dovrebbero essere forzate a farlo

L’idea di standardizzare lo stile contro il clima:

  • aumenta gli interventi correttivi

  • riduce l’identità territoriale

  • impoverisce la qualità espressiva

👉 Tecnica avanzata ≠ uniformità
👉 Tecnica avanzata = adattamento consapevole


8. Clima e cambiamento: una lettura professionale

Il cambiamento climatico va affrontato in modo operativo, non ideologico.

Effetti osservabili:

  • spostamento delle zone vocate

  • variazione dei profili aromatici

  • revisione delle maturità “ottimali”

  • rivalutazione di altitudini ed esposizioni

Il vitigno non scompare.
Cambia il modo in cui va interpretato.


Conclusione tecnica

Il clima non è una cornice.
È una forza decisionale.

Il professionista non può controllarlo,
ma può:

  • leggerlo

  • anticiparlo

  • rispettarlo

La qualità futura del vino dipenderà sempre meno dalla tecnologia disponibile
e sempre più dalla capacità di interpretazione climatica.

venerdì 26 dicembre 2025

Il vitigno Malvasia bianca di Candia


Il vitigno Malvasia bianca di Candia fa parte della più vasta famiglia di vitigni delle Malvasie. Con il nome Malvasia vengono infatti indicati molti vitigni, la maggior parte a bacca bianca, geograficamente distribuiti un po’ in tutta Italia. Sebbene di origini diverse, tutti questi vitigni condividono alcune caratteristiche di base: infatti presentano tutti, anche se con diversi gradi di intensità, una fragranza piccante di muschio e di albicocca e residui zuccherini piuttosto alti. Queste caratteristiche rendono i vitigni del gruppo delle Malvasie particolarmente adatti alla produzione di vini spumanti e passiti. Il loro nome “Malvasia” deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, in Grecia, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia.

Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo.  Il vitigno Malvasia Bianca di Candia viene coltivato in Lazio e, a livelli minori, in Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Liguria e Lombardia. Si distingue dalla Malvasia di Candia Aromatica per l’assenza di aromaticità nella bacca. Nel Lazio le uve della Malvasia bianca di Candia sono la componente principale (insieme al Trebbiano Toscano) di vini come: il Castelli Romani Bianco DOC, il Cerveteri Bianco DOC, il Circeo Bianco DOC, il Colli Albani Bianco DOC, il Colli della Sabina Bianco DOC e il Cori Bianco DOC. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 4880 ha.

Malvasia bianca di Candia - Ampelografia del vitigno

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia bianca di Candia sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia bianca di Candia ha grande, Pentagonale, Pentalobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia bianca di Candia ha Grappolo mediamente compatto, Spargolo, Grappolo lungo, Grappolo conico. Ali nel grappolo: 2 ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia bianca di Candia ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, con buccia poco pruinosa, Buccia consistente, sottile e di colore verde-gialla.

Malvasia bianca di Candia - Caratteristiche del vino

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia bianca di Candia sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia bianca di Candia è di colore Giallo paglierino con riflessi dorati. Al palato è sapido.

 

giovedì 18 dicembre 2025

Vitigno Malvasia di Sardegna


L’origine del vitigno Malvasia di Sardegna si fa risalire all’epoca bizantina e certamente arrivò nell’isola tramite gli approdi di Karalis e di Bosa. Infatti la sua maggiore diffusione è nel Campidano di Cagliari e nelle colline della Planargia. Esiste una netta differenza tra il vino Malvasia ottenuto nel Campidano e quello ottenuto a Bosa e tale differenza non è non del tutto imputabile alle diverse condizioni pedoclimatiche. Questo fatto confermerebbe l’esistenza di due diversi cloni di un’unica varietà, giunti in Sardegna nelle due differenti zone, quello Campidano e quello di Bosa. Il vitigno Malvasia di Sardegna si presenta con grandi grappoli, cilindrici, poco alati. Le bacche sono generalmente di grandi dimensioni, poco pruinose con bei colori dorati. La maturazione è medio-tardiva, con buone rese costanti e buona resistenza alle avversità. La Malvasia di Sardegna è una delle Malvasie aromatiche.
Le due zone di coltivazione della Malvasia di Sardegna, il Campidano di Cagliari e di Bosa, forniscono due vini diversi dal punto di vista organolettico, ma anche per il tipo di vinificazione. Appartengono anche a due diverse denominazioni di origine, ovvero la Malvasia di Cagliari DOC e la Malvasia di Bosa DOC. La Malvasia di Cagliari DOC si produce nell’omonima provincia e in parte del Campidano dell’Oristanese e ha colori più scarichi. Al naso è più delicata e tende alle note fruttate classiche dei vini liquorosi, al miele ed alle erbe e a quelli più floreali, con palato più fresco e beverino. Solo la tipologia Riserva subisce un affinamento in botte e viene vinificata sia in versione secca che liquorosa. L’affinamento sui lieviti per almeno due anni dà ai vini un colore dorato carico, con una gamma olfattiva più decisa e penetrante, con nette sensazioni di miele e tostature di mandorle. Al palato sono vini ricchi ed alcolici, con gusti decisamente dolci e fruttati e lievi note erbacee. Nella zona vengono anche praticate vinificazioni al di fuori delle denominazioni, dando vini spumantizzati non invecchiati, di ottima fattura, nella versione demi-sec. Gli abbinamenti per entrambi i vini dolci prodotti a partire dal vitigno Malvasia di Sardegna sono per la classica pasticceria secca e cremosa, ma sono anche ottimi vini da meditazione, mentre le versioni secche sono ideali negli aperitivi.

Il vitigno Malvasia di Sardegna è uno dei Vitigni aromatici, Vitigni locali a Bacca bianca della regione Sardegna, registrato ufficialmente dal 1970. La sua superficie coltivata a livello nazionale ammonta a 114 ha

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MALVASIA DI SARDEGNA - AMPELOGRAFIA DEL VITIGNO

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia di Sardegna sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia di Sardegna ha Foglia media, Orbicolare, Pentalobata.

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia di Sardegna ha Grappolo mediamente compatto, Spargolo, Grappolo medio, Grappolo cilindrico, Grappolo conico. Ali nel grapppolo: 0 o 1 ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia di Sardegna ha acini dimensione media, di forma Sferoidale, con buccia consistente, sottile e di colore verde-gialla.

MALVASIA DI SARDEGNA - CARATTERISTICHE DEL VINO

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il vitigno Malvasia di Sardegna sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia di Sardegna è di colore Giallo paglierino.

 

Vitigno Malvasia delle Lipari

 

Il vitigno Malvasia di Lipari o Malvasia delle Lipari (nome attribuito al vino da esso ottenuto) è stato originariamente portato nelle Lipari o Isole Eolie (l’arcipelago vulcanico della costa nord-orientale della Sicilia) dai Greci. Il nome “Malvasia” deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo. Il vitigno Malvasia di Lipari e il vino Malvasia delle Lipari era destinato a sicura scomparsa, e la sua attuale fama è dovuta solamente alla passione di alcuni produttori che che hanno dato nuova vita alle vigne e fama a questo vino. I vigneti della Malvasia di Lipari sono distribuiti soprattutto nelle tre isole di Salina, Lipari e Vulcano e sono per la maggior parte piantati su terreni che si estendono dal livello del mare fino ai 400 m di altezza. In queste zone caratterizzate da elevata pendenza, i vigneti sono coltivati su dei terrazzamenti sorretti a muretti di pietra lavica a secco. Questi, oltre ad avere la funzione pratica di mantenimento del terreno e controllo delle acque superficiali, rendono il paesaggio unico al mondo. I suoli su cui sono piantati i vigneti della Malvasia di Lipari sono di origine vulcanica e sabbiosa e quindi contengono la giusta quantità di magnesio, potassio e fosforo che conferisce al vino l’apporto di dolcezza e acidità necessario. L’affinamento del vino previsto è di sette mesi per il passito e sei per il liquoroso e quello normale. Dal vitigno Malvasia di Lipari si ricava un piacevole vino bianco secco, ma è la Malvasia delle Lipari Passito DOC, ad avere maggiore fama. Il colore della Malvasia delle Lipari Passito DOC varia dal giallo all’ambrato passando per il dorato. Il suo profumo è ricco di sentori dolci di albicocca e miele ma allo stesso tempo freschi di eucalipto. Al palato è dolce aromatico e diventa più intenso e alcolico nella versione passito liquoroso. La Malvasia delle Lipari Passito DOC si degusta ad una temperatura di 12°C, accompagnata con confettura di frutta come la cotognata o biscotti secchi soprattutto alla mandorla. La Malvasia di Lipari è una delle Malvasie aromatiche.

Malvasia di Lipari - Ampelografia del vitigno

Ogni vitigno viene caratterizzato tramite dei descrittori ampelografici che definiscono l'aspetto dei suoi principali elementi. Le caratteristiche ampelografiche del vitigno Malvasia di Lipari sono:

Caratteristiche della foglia

Il vitigno Malvasia di Lipari ha Foglia media, Orbicolare, Pentalobata

Caratteristiche del grappolo

Il vitigno Malvasia di Lipari ha Grappolo mediamente compatto, Spargolo, Grappolo medio, Grappolo cilindrico, Grappolo conico. Ali nel grapppolo: Grappolo senza ali.

 

Caratteristiche dell'acino

Il vitigno Malvasia di Lipari ha acini dimensione media, piccoli, di forma Sferoidale, , con buccia  poco pruinosa, sottile, tenera e di colore verde-gialla

Malvasia di Lipari - Caratteristiche del vino

Il vino prodotto da ciascun vitigno, vinificato in purezza, possiede caratteristiche organolettiche ben precise. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con

il vitigno Malvasia di Lipari sono:

Il vino che si ottiene dal vitigno Malvasia di Lipari è di colore Giallo dorato. Al palato è Fruttato, Speziato.

 

Abbinamenti

La Malvasia delle Lipari è perfetto per accompagnare l'intera pasticceria siciliana, sia secca che cremosa. Perfetta con tartellette farcite con confettura di frutta, biscotti secchi alla mandorla e piccola pasticceria anche farcita con creme e con confetture di frutta come la cotognata. Grazie alla sua piacevole struttura può essere anche un vino da meditazione, da degustare da solo poiché non richiede necessariamente di essere abbinato a pietanza. Ideale anche per l’aperitivo, nella tipologia secca riesce ad abbinarsi a pesci di un certo pregio.