giovedì 26 febbraio 2026

Silvano Bolmida



Approfondimento 

📍 Territorio: Bussia

La cantina si trova a Monforte d’Alba, con vigneti principalmente nel cru Bussia, una delle colline più importanti e articolate del Barolo.

Bussia è caratterizzata da:

  • marne calcaree con presenza di argilla

  • altitudini e pendenze significative

  • esposizioni che favoriscono maturazioni lente

Il risultato è un Nebbiolo strutturato, con tannini importanti e grande potenziale evolutivo.


🧱 Filosofia produttiva

Silvano Bolmida segue una linea tradizionale, senza derive moderniste marcate.

Le scelte principali includono:

  • macerazioni classiche

  • fermentazioni non forzate

  • affinamento in botti grandi di rovere

  • rispetto dell’annata

Non si cerca concentrazione artificiale.
Si lavora per equilibrio e leggibilità del cru.


🍷 Profilo stilistico

I Barolo di Silvano Bolmida presentano:

  • trama tannica solida ma composta

  • acidità viva che sostiene la struttura

  • profumi classici di rosa, viola, ciliegia, liquirizia

  • chiusura lunga e coerente

Rispetto a produttori più moderni, qui trovi:

  • meno morbidezza immediata

  • più verticalità

  • maggiore austerità iniziale

Ma con il tempo emergono finezza e complessità.


🕰 Capacità evolutiva

Sono vini che danno il meglio dopo diversi anni di bottiglia.

Bussia, interpretata in modo tradizionale, non è un Barolo da fretta.
È un Barolo da attesa.


Identità

Silvano Bolmida rappresenta il Barolo:

  • territoriale

  • coerente

  • senza eccessi stilistici

  • fedele alla matrice langarola

Un produttore meno mediatico, ma molto serio nella lettura del cru.

Conterno Fantino

 


Approfondimento:📍 Le origini

La cantina nasce nel 1982 dall’unione di due famiglie di viticoltori: i Conterno e i Fantino.
Siamo a Monforte d’Alba, nel cuore delle Langhe, in una delle aree più strutturate del Barolo.

Non è una “dinastia storica” come Giacomo Conterno, ma una realtà relativamente giovane che si è affermata grazie a una visione moderna e tecnica.


🧱 Il cuore: Ginestra

Il cru simbolo è Ginestra, in particolare la sottozona Sorì Ginestra.

Qui il Nebbiolo trova:

  • marne calcaree compatte

  • esposizioni importanti

  • pendenze marcate

Il risultato è un Barolo di grande struttura, potenza e profondità.

Ginestra non regala vini leggeri.
Richiede precisione.


🪵 Filosofia produttiva

Conterno Fantino è considerata una cantina di impostazione moderna, ma senza estremismi.

Le scelte principali:

  • diraspatura totale

  • macerazioni controllate

  • uso combinato di barrique e botti grandi

  • grande attenzione alla maturazione fenolica

L’obiettivo non è estrarre forza, ma scolpire il tannino.


🍷 Profilo stilistico

I Barolo di Conterno Fantino presentano:

  • colore intenso

  • profumi nitidi (rosa, ciliegia, spezie, note balsamiche)

  • tannini fitti ma ben lavorati

  • equilibrio tra potenza e pulizia aromatica

Rispetto a:

  • Giacomo Conterno → meno austeri e meno “monastici”

  • Aldo Conterno → più moderni nella tessitura tannica

  • Parusso → meno morbidi, più verticali


🕰 Capacità evolutiva

Non sono vini pronti in pochi anni.
Ginestra ha bisogno di tempo.

Ma l’impostazione tecnica rende il vino più leggibile nella fase intermedia rispetto ai tradizionalisti puri.


Identità

Conterno Fantino rappresenta:

  • il Barolo della precisione

  • il compromesso tra territorio e tecnica

  • la modernità senza spettacolo

Non è un Barolo “muscolare”.
È un Barolo costruito.

Parusso

 


 Approfondimento📍 Territorio

La cantina Parusso si trova a Monforte d’Alba, nel cuore delle Langhe.
Lavora principalmente nei cru:

  • Bussia

  • Mosconi

  • Mariondino

Zone caratterizzate da suoli marnosi e calcarei, capaci di dare al Nebbiolo struttura, profondità e grande capacità evolutiva.


🧱 Filosofia produttiva

Marco Parusso ha sviluppato uno stile personale, riconoscibile.

Le scelte tecniche includono:

  • diraspatura molto accurata

  • fermentazioni controllate

  • utilizzo calibrato del legno (barrique e botti grandi)

  • attenzione particolare alla maturazione fenolica

Lo stile è spesso definito “moderno”, ma senza perdere il legame territoriale.


🍷 Profilo dei vini

I Barolo Parusso si distinguono per:

  • colore intenso

  • profumi maturi e avvolgenti (rosa, frutta rossa, spezie dolci)

  • tannini levigati

  • struttura piena ma armonica

Rispetto a produttori più austeri come Giacomo Conterno, Parusso propone vini generalmente:

  • più accessibili nei primi anni

  • con maggiore rotondità

  • meno rigidamente tradizionali

Ma conservano comunque buona longevità.


🕰 Identità

Parusso rappresenta un equilibrio tra:

  • tradizione langarola

  • interpretazione contemporanea

  • ricerca di eleganza senza rigidità

Non è una cantina “radicale”.
È una cantina di interpretazione.

Aldo Conterno

 


Approfondimento
Le origini: una scelta di identità

Aldo Conterno nasce nel 1931 in una famiglia già legata al Barolo. Dopo un periodo negli Stati Uniti e alcune divergenze stilistiche con il fratello Giovanni, nel 1969 decide di fondare una propria azienda a Monforte d’Alba, acquistando poderi nel cru Bussia.

Non è solo una separazione familiare.
È una dichiarazione di stile.

Aldo vuole un Barolo potente ma leggibile, strutturato ma non forzato, capace di invecchiare senza perdere finezza.


Il cru Bussia: materia e profondità

Il cuore dell’azienda è il Bussia, uno dei cru più estesi e complessi delle Langhe.
Qui i suoli sono composti da marne calcaree e argille, che donano:

  • struttura tannica importante

  • profondità aromatica

  • grande capacità evolutiva

Le esposizioni e le altitudini permettono maturazioni lente, elemento fondamentale per il Nebbiolo.

Non è un Barolo di immediatezza.
È un Barolo che si apre nel tempo.


Filosofia produttiva

La cantina ha sempre mantenuto una linea tradizionale, pur con attenzione tecnica moderna:

  • fermentazioni lunghe

  • uso prevalente di grandi botti di rovere

  • affinamenti lunghi

  • nessuna ricerca di eccessi estrattivi

Lo stile è riconoscibile:
potenza controllata, tannini solidi ma nobili, acidità viva che sostiene l’invecchiamento.

Non c’è spettacolo.
C’è struttura.


Le etichette principali

Tra i vini simbolo:

  • Barolo Bussia

  • Barolo Cicala

  • Barolo Romirasco

  • Granbussia (prodotto solo nelle annate migliori, selezione delle migliori parcelle)

Il Granbussia rappresenta la massima espressione aziendale: concentrazione, profondità, longevità straordinaria.


L’eredità

Dopo la scomparsa di Aldo nel 2012, la guida è passata ai figli, che continuano nel solco tracciato dal padre.

La cantina resta un punto di equilibrio tra tradizione langarola e rigore produttivo.

Non è una moda.
È una posizione.

Aldo Conterno
Giacomo Conterno

C’è rapporto di parentela?

Sì.
Aldo Conterno e Giovanni Conterno (figlio di Giacomo) erano fratelli.

Quindi le due cantine hanno radice familiare comune.

Negli anni ’60 Aldo lasciò l’azienda di famiglia (Giacomo Conterno) per fondare nel 1969 la propria realtà a Monforte d’Alba, nei vigneti di Bussia.

Non fu una rottura polemica pubblica, ma una differenza di visione e gestione.


Differenze principali

📍 Zona di riferimento

  • Aldo Conterno → Monforte d’Alba, cru Bussia

  • Giacomo Conterno → storicamente Serralunga d’Alba, cru Cascina Francia

Sono due aree diverse delle Langhe:

  • Bussia: più ampia, complessa, con struttura importante ma spesso più armonica

  • Serralunga: più austera, tannica, verticale


🪵 Stile produttivo

Aldo Conterno

  • Tradizionale ma con controllo tecnico moderno

  • Uso prevalente di botti grandi

  • Equilibrio tra potenza e eleganza

  • Vini strutturati ma leggibili già in tempi meno estremi

Giacomo Conterno

  • Tradizione rigorosa e quasi “monastica”

  • Macerazioni molto lunghe (storicamente)

  • Grande austerità

  • Longevità monumentale

  • Produzione del leggendario Monfortino (solo nelle grandi annate)


🧱 Filosofia

  • Aldo: struttura + armonia

  • Giacomo: struttura + rigore assoluto

Uno cerca equilibrio dinamico.
L’altro purezza quasi radicale.


🕰 Longevità

Entrambi producono Barolo da lunghissimo invecchiamento, ma:

  • Giacomo Conterno (Monfortino) → tra i vini più longevi d’Italia, 40-50 anni e oltre

  • Aldo Conterno (Granbussia) → grande longevità, ma generalmente più “accessibile” nel medio periodo

mercoledì 25 febbraio 2026

Elio Grasso

 

Approfondimento — La precisione di Monforte

A Monforte d'Alba, Elio Grasso rappresenta una delle interpretazioni più coerenti e tecnicamente consapevoli del Barolo contemporaneo.

L’azienda nasce negli anni ’70, ma la svolta qualitativa arriva con Gianluca Grasso, che consolida una visione chiara: ogni cru deve parlare con voce propria, senza sovrastrutture stilistiche.

Non moltiplicare.
Approfondire.


I cru — Ginestra come asse portante

Il cuore della produzione è nel cru Ginestra, una delle colline più strutturate e profonde di Monforte.

Da qui nascono due espressioni principali:

  • Casa Matè

  • Gavarini Chiniera

Non sono versioni diverse dello stesso vino.
Sono due letture della stessa collina.


Filosofia produttiva

La linea è precisa:

  • fermentazioni controllate

  • macerazioni calibrate

  • uso del legno misurato

  • attenzione alla pulizia aromatica

Nessuna ricerca di concentrazione artificiale.
Nessuna morbidezza costruita.

La modernità qui è controllo, non manipolazione.


Il carattere nel bicchiere

Il Barolo Elio Grasso è:

  • strutturato ma ordinato

  • potente ma leggibile

  • tannico ma fine nella tessitura

Nei primi anni mostra:

  • frutto scuro nitido

  • rosa intensa

  • spezie fini

  • grafite

Con l’evoluzione emergono:

  • goudron

  • tabacco

  • profondità minerale

Il tannino è saldo ma mai ruvido.
L’acidità sostiene la verticalità tipica di Monforte.


Il ruolo nel Barolo contemporaneo

Se Serralunga è austerità
e Castiglione è equilibrio,

Monforte è concentrazione.

Elio Grasso ne interpreta l’essenza senza eccessi.

È una modernità disciplinata.
Una struttura organizzata.

Un Barolo che dimostra come tecnica e territorio possano convivere senza conflitto.

domenica 22 febbraio 2026

Vietti

 


Approfondimento — La tecnica come linguaggio

Nel panorama di Castiglione Falletto, Vietti rappresenta una delle espressioni più raffinate e consapevoli del Barolo moderno.

Fondata nel XIX secolo e profondamente rinnovata nel secondo Novecento, la cantina ha saputo coniugare tradizione e precisione tecnica, diventando un riferimento internazionale senza perdere identità territoriale.

Vietti non interpreta il Barolo come un esercizio di potenza.
Lo interpreta come architettura.


La filosofia

Il principio è chiaro:

Il cru deve essere riconoscibile.
La tecnica deve renderlo più leggibile.

Le fermentazioni sono controllate con attenzione, le macerazioni calibrate in base all’annata e al vigneto, l’uso del legno è misurato per non sovrapporsi alla materia.

Non c’è ricerca di effetto.
C’è ricerca di equilibrio.


I cru e la lettura del territorio

Vietti lavora su diverse MGA tra Castiglione, La Morra e Serralunga, vinificate separatamente per esprimere le differenze di suolo e microclima.

Ogni Barolo mantiene:

  • precisione aromatica

  • pulizia di trama

  • struttura ordinata

  • profondità progressiva

La cifra stilistica è la definizione.


Il carattere nel bicchiere

Nei primi anni i Barolo Vietti mostrano:

  • frutto rosso nitido

  • rosa luminosa

  • spezie fini

  • grafite elegante

Il tannino è cesellato, mai aggressivo.
L’acidità sostiene senza irrigidire.

Con il tempo emergono:

  • goudron sottile

  • tabacco

  • complessità stratificata

La struttura non invade.
Si organizza.


Il ruolo nel Barolo contemporaneo

Se Mascarello rappresenta la classicità integrale
e Cavallotto la fedeltà agricola,

Vietti rappresenta la sintesi moderna.

Non rompe con la tradizione.
La rende più leggibile.

Castiglione non ha una sola voce.
Ha una grammatica comune.

Vietti la pronuncia con chiarezza tecnica e misura stilistica.

E nel Barolo, la misura è una forma di eleganza.

Perché leggere Vietti oggi

Per capire che l’equilibrio non è neutralità.
È scelta.
Vietti non alza la voce, ma non scompare.
Costruisce vini che parlano con ordine, senza perdere tensione.
E nel Barolo contemporaneo, l’ordine può essere la forma più moderna di eleganza.

Paolo Scavino

 


Approfondimento — Modernità come precisione

A Castiglione Falletto, Paolo Scavino rappresenta una delle letture più consapevoli del Barolo contemporaneo.

Fondata nel 1921, la cantina ha attraversato generazioni fino all’attuale conduzione familiare, con Enrico Scavino prima e oggi con la nuova generazione. La svolta stilistica avviene tra gli anni ’80 e ’90, quando l’azienda introduce maggiore controllo tecnico senza snaturare la matrice territoriale.

Non è stata una rottura.
È stata una messa a fuoco.


La filosofia

Scavino ha sempre lavorato su un principio chiaro:

Il cru deve essere leggibile.
La tecnica deve chiarire, non coprire.

La cantina interpreta numerose MGA prestigiose tra Castiglione, Serralunga, Monforte e La Morra, vinificate separatamente per esaltare le differenze di suolo ed esposizione.

Non un Barolo unico.
Più Barolo, distinti.


Lo stile produttivo

L’approccio unisce tradizione e precisione:

  • gestione attenta delle fermentazioni

  • macerazioni calibrate

  • uso misurato del legno

  • ricerca dell’equilibrio tra struttura e finezza

La modernità qui non significa dolcezza artificiale o concentrazione estrema.
Significa definizione.


Il carattere nel bicchiere

I Barolo di Paolo Scavino sono:

  • strutturati ma mai pesanti

  • tannici ma ben cesellati

  • aromaticamente puliti

  • verticali ma dinamici

Nei primi anni mostrano:

  • frutto rosso nitido

  • rosa precisa

  • spezie fini

  • grafite

Con il tempo emergono:

  • goudron elegante

  • tabacco

  • profondità minerale

La cifra distintiva è la chiarezza aromatica.


Il ruolo nel Barolo moderno

Se Mascarello rappresenta la classicità assoluta
e Cavallotto la fedeltà agricola,

Paolo Scavino è la modernità misurata.

Non rompe con la tradizione.
La rilegge.

E dimostra che il Barolo può evolvere senza perdere identità.

Modernità, qui, significa precisione.

Conclusione

Paolo Scavino dimostra che la modernità non è un gesto di rottura, ma un esercizio di controllo.
La tecnica non diventa protagonista: resta strumento.
Ogni cru mantiene identità, ogni vino conserva tensione.
In un territorio spesso diviso tra tradizione e innovazione, Scavino occupa uno spazio intermedio: quello della lucidità.
E nel Barolo contemporaneo, la lucidità è una forma di rispetto.