“La resa non è un numero.
È una dichiarazione di intenti.”
In vigna, la resa non è un risultato.
È una scelta anticipata, fatta molto prima della vendemmia e spesso prima ancora di vedere l’annata.
Ed è per questo che è una scelta morale.
1) La vigna può dare di più. Sempre. (biologicamente)
Dal punto di vista fisiologico, la vite è programmata per:
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moltiplicare
-
compensare
-
sopravvivere
Se lasciata libera:
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aumenta il numero di grappoli
-
riduce la dimensione dei singoli acini
-
diluisce risorse
-
anticipa o disomogeneizza la maturazione
👉 Alta resa = strategia di sopravvivenza, non di qualità.
La vite non conosce il vino.
Conosce solo l’equilibrio tra energia disponibile e richiesta.
2) Più grappoli = meno concentrazione (meccanismo reale)
Il principio non è ideologico, è biochimico.
A parità di:
-
superficie fogliare
-
capacità fotosintetica
-
riserve accumulate
un aumento del carico produttivo comporta:
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minore accumulo zuccherino per acino
-
riduzione dei composti fenolici
-
minore intensità aromatica
-
maturazioni scalari (non sincrone)
La pianta distribuisce, non amplifica.
3) Più quantità = meno precisione (in cantina)
La precisione enologica nasce da uve:
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omogenee
-
sane
-
mature nello stesso momento
Rese elevate portano a:
-
vendemmie dilatate
-
compromessi di raccolta
-
necessità di correzioni
-
selezioni tardive o forzate
In pratica:
👉 più uva = più intervento umano dopo
E ogni intervento è una perdita di trasparenza.
4) La resa come scelta prima della tecnica
Il punto cruciale è questo:
la resa non si decide in cantina.
Si decide:
-
con la potatura (numero di gemme)
-
con il diradamento (se necessario)
-
con la gestione della vigoria
-
con l’accettazione di un limite produttivo
Chi lavora a rese alte deve:
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correggere
-
concentrare artificialmente
-
standardizzare
Chi sceglie rese basse può:
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accompagnare
-
proteggere
-
sottrarre meno
5) La resa è una visione del vino (non un parametro)
Dire “produco X q/ha” significa dire:
-
quanto conta la vigna
-
quanto conta l’annata
-
quanto spazio si lascia al territorio
Rese alte raccontano:
-
un vino pensato per essere replicabile
-
un modello agricolo-industriale
-
una priorità economica
Rese contenute raccontano:
-
un vino situato
-
un racconto legato al luogo
-
una disponibilità ad accettare il limite
Nessuna è “giusta” in assoluto.
Ma ognuna è una dichiarazione.
6) La resa come responsabilità verso il tempo
La resa non incide solo sul vino di quell’anno, ma su:
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riserve della pianta
-
longevità del vigneto
-
equilibrio degli anni successivi
Forzare la resa oggi significa:
-
indebolire domani
-
aumentare stress
-
ridurre regolarità
Una resa scelta è anche:
👉 cura della continuità.
7) Sintesi per chi lavora la vigna
-
La resa è una decisione strutturale
-
Non è neutra né tecnica
-
È una scelta di racconto
-
Determina quanta voce avrà il territorio
-
Decide quanto l’uomo dovrà intervenire dopo
✨ Chiusura
La vigna può dare di più.
Ma il vino non sempre può reggerlo.
Scegliere quanto produrre significa scegliere:
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cosa togliere
-
cosa lasciare parlare
-
quanta verità si è disposti ad accettare
Per questo la resa
non è un numero.
È una presa di posizione.
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