sabato 10 gennaio 2026

Ruinart – La luce delle origini

 



Approfondimento per esperti

Ruinart non è soltanto la Maison più antica della Champagne (1729).
È quella che più di tutte ha contribuito a definire che cosa significhi “stile Champagne” quando tutto era ancora fluido, instabile, in costruzione.

Se altre Maison sono nate per organizzare un mercato,
Ruinart è nata per interpretare un’idea.


Dom Thierry Ruinart e l’intuizione fondativa

Dom Thierry Ruinart non era un commerciante.
Era un monaco benedettino, formato alla filosofia, alla storia e alla teologia.
Fu lui a cogliere per primo che il nuovo vino spumeggiante di Champagne non era una curiosità tecnica, ma un fenomeno culturale nascente.

Nel primo Settecento lo Champagne era:

  • instabile

  • difficile da conservare

  • logisticamente problematico

Ma Thierry Ruinart vide oltre il problema tecnico:
vide il simbolo.

Capì che quel vino chiaro, luminoso, vibrante rappresentava qualcosa di nuovo rispetto ai vini rossi e strutturati dominanti:
un’idea di leggerezza, modernità, aristocrazia del gesto.


Lo Chardonnay come linguaggio

Molto prima che diventasse “di moda”,
Ruinart scelse lo Chardonnay come asse identitario.

Questa scelta non fu casuale.
Lo Chardonnay è il vitigno che più di tutti:

  • traduce la luce

  • riflette il suolo

  • amplifica la mineralità del gesso

Nelle mani di Ruinart, lo Chardonnay diventa:
non volume,
non potenza,
ma trasparenza.


Le crayères: la luce sotto terra

Le cantine Ruinart, le celebri crayères romane di Reims, non sono solo patrimonio UNESCO.
Sono uno strumento stilistico.

Scavate nel gesso puro, garantiscono:

  • umidità costante

  • temperatura stabile

  • maturazione lentissima

  • protezione dalla luce

Paradossalmente, è proprio nel buio delle crayères che nasce la luce Ruinart.

Qui lo Chardonnay sviluppa:

  • tessitura setosa

  • precisione aromatica

  • profondità senza peso


Blanc de Blancs: una dichiarazione di stile

Il Ruinart Blanc de Blancs non è semplicemente uno Chardonnay in purezza.
È un manifesto.

Profilo tecnico:

  • acidità fine, mai aggressiva

  • aromi di agrume, fiori bianchi, gesso, mandorla

  • struttura aerea

  • persistenza costruita sulla mineralità

È uno Champagne che non occupa spazio:
lo attraversa.


Ruinart e la modernità elegante

In un’epoca in cui molte Maison cercano:

  • potenza

  • impatto

  • riconoscibilità immediata

Ruinart resta fedele a una modernità più sottile:
quella che nasce dalla chiarezza.

Non vuole stupire.
Vuole restare.

Ed è per questo che Ruinart è davvero la più antica:
perché non ha mai avuto bisogno di reinventarsi per esistere.

La sua luce non è nostalgia.
È continuità.

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