Approfondimento
Louis Roederer è una delle poche Maison di Champagne che può davvero permettersi di parlare di stile come progetto e non come compromesso.
Questo perché il suo modello è fondato su un principio semplice e radicale:
controllare l’origine per controllare il risultato.
Il vigneto come centro decisionale
Roederer possiede una delle più grandi superfici di vigneti di proprietà in Champagne, distribuiti nei cru più vocati:
Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs.
Questo significa una cosa precisa:
non dover adattare lo stile alle uve comprate,
ma poter costruire le uve per lo stile.
La svolta verso pratiche biodinamiche non nasce da ideologia,
ma da un’esigenza tecnica:
capire meglio il suolo,
le piante,
le microvariazioni di ogni parcella.
Per Roederer, la biodinamica è un microscopio, non una bandiera.
L’arte dell’assemblaggio come architettura
L’assemblaggio Roederer non è una somma.
È un’orchestrazione.
Ogni vino base ha una funzione:
-
alcuni portano tensione
-
altri profondità
-
altri ancora aromaticità
Nulla deve sovrastare.
Nulla deve mancare.
Questo è ciò che rende i vini Roederer così “composti”:
non hanno picchi,
hanno linee.
Cristal: uno Champagne che respira
Il Cristal è spesso frainteso come simbolo di lusso.
In realtà è uno degli Champagne tecnicamente più esigenti che esistano.
È costruito su:
-
parcelle dedicate
-
vecchie vigne
-
vinificazioni separate
-
dosaggi sempre più contenuti
Il risultato non è l’effetto.
È la trasparenza strutturata.
Cristal non esplode.
Cristal si apre.
Nel calice passa da:
tensione → ampiezza → profondità → mineralità.
Un vino che richiede tempo,
e che lo restituisce.
Precisione come forma di libertà
La grandezza di Roederer sta qui:
in un controllo così raffinato da non sembrare controllo.
Non c’è rigidità.
C’è equilibrio governato.
È una Champagne che non cerca il gesto teatrale,
ma la perfezione silenziosa.
E in un mondo che ama gli eccessi,
questa scelta è una delle più audaci di tutte. 🥂
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