Nel metodo classico, dopo il tirage e l’imbottigliamento, il vino entra nella fase più delicata:
quella in cui tutto avviene in silenzio, dentro il vetro.
E qui ogni dettaglio conta davvero: bottiglia, chiusura e posizione non sono semplici passaggi logistici, ma scelte che incidono sulla qualità finale.
🍾 La bottiglia: non è un contenitore, è una camera di pressione
La bottiglia usata per il metodo classico è progettata per resistere a una pressione interna che può arrivare a 5–6 atmosfere (e oltre in alcuni casi).
Per questo:
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il vetro è più spesso e pesante
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la base è più profonda (il classico “punt”)
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la forma è pensata per distribuire la pressione in modo uniforme
Non è un dettaglio estetico:
è una sicurezza tecnica e una garanzia di stabilità.
🧷 Bidule + tappo a corona: la chiusura più pratica e più sicura
Dopo il riempimento, la bottiglia viene chiusa con:
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un piccolo opercolo in plastica (polietilene) chiamato bidule
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sopra, un tappo a corona, come quello della birra, ma più resistente
Il bidule ha una funzione fondamentale:
👉 raccogliere le fecce nella fase successiva, facilitando il dégorgement.
Il tappo a corona, invece, è una scelta di grande razionalità:
assicura una tenuta perfetta, economica, stabile e soprattutto affidabile sotto pressione.
In alcuni casi, per tradizione o scelta stilistica, si usano ancora tappi di sughero provvisori anche in questa fase.
È raro, ma esiste: e richiede una gestione molto più attenta.
🧱 “Sur lattes”: la posizione orizzontale che cambia il lavoro dei lieviti
Una volta tappate, le bottiglie vengono portate in cantina e sistemate sur lattes:
cioè coricate e impilate fila su fila.
Questa posizione non serve solo a “stoccare”:
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mantiene il vino in contatto con la chiusura
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favorisce una distribuzione uniforme dei lieviti
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stabilizza la temperatura e la fermentazione
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rende più regolare l’evoluzione nel tempo
Oggi molti elaboratori utilizzano anche gabbioni in maglia metallica, pratici e sicuri per movimentazione e stoccaggio.
Ma il principio resta lo stesso: il vino deve riposare orizzontale, al buio e al fresco.
⏳ La seconda fermentazione: 6–8 settimane di lavoro invisibile
Durante la presa di spuma, che mediamente dura 6–8 settimane, i lieviti consumano lo zucchero del tirage e producono:
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CO₂ (che rimane intrappolata nel vino e crea pressione)
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alcol (in piccola quantità)
Ma c’è un punto ancora più interessante:
la fermentazione genera anche composti che influenzano direttamente il profilo sensoriale, come:
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esteri (responsabili di note fruttate e floreali)
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alcoli superiori (che possono dare ampiezza e complessità, se ben integrati)
👉 In altre parole: non nasce solo la bollicina.
Nasce la personalità aromatica del vino.
🌡️ Il vero segreto: la cantina
La presa di spuma non ama gli estremi.
Per questo la cantina è il luogo perfetto:
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temperature basse e costanti
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luce assente o minima
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vibrazioni ridotte
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tempo lento
È qui che la chimica diventa eleganza.
E che il vino comincia a trasformarsi da “base” a “futuro Champagne”.
✨ In sintesi: qui si decide la finezza
Bottiglia resistente, chiusura corretta, riposo sur lattes e tempi giusti.
Sono dettagli, sì…
ma sono proprio questi dettagli a fare la differenza tra:
🥂 un vino che “spinge”
e
🥂 un vino che “respira”.
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