giovedì 22 gennaio 2026

Bottiglie, tappi e posizione: i dettagli che fanno la differenza

 


Nel metodo classico, dopo il tirage e l’imbottigliamento, il vino entra nella fase più delicata:

quella in cui tutto avviene in silenzio, dentro il vetro.

E qui ogni dettaglio conta davvero: bottiglia, chiusura e posizione non sono semplici passaggi logistici, ma scelte che incidono sulla qualità finale.


🍾 La bottiglia: non è un contenitore, è una camera di pressione

La bottiglia usata per il metodo classico è progettata per resistere a una pressione interna che può arrivare a 5–6 atmosfere (e oltre in alcuni casi).

Per questo:

  • il vetro è più spesso e pesante

  • la base è più profonda (il classico “punt”)

  • la forma è pensata per distribuire la pressione in modo uniforme

Non è un dettaglio estetico:
è una sicurezza tecnica e una garanzia di stabilità.


🧷 Bidule + tappo a corona: la chiusura più pratica e più sicura

Dopo il riempimento, la bottiglia viene chiusa con:

  • un piccolo opercolo in plastica (polietilene) chiamato bidule

  • sopra, un tappo a corona, come quello della birra, ma più resistente

Il bidule ha una funzione fondamentale:
👉 raccogliere le fecce nella fase successiva, facilitando il dégorgement.

Il tappo a corona, invece, è una scelta di grande razionalità:
assicura una tenuta perfetta, economica, stabile e soprattutto affidabile sotto pressione.

In alcuni casi, per tradizione o scelta stilistica, si usano ancora tappi di sughero provvisori anche in questa fase.
È raro, ma esiste: e richiede una gestione molto più attenta.


🧱 “Sur lattes”: la posizione orizzontale che cambia il lavoro dei lieviti

Una volta tappate, le bottiglie vengono portate in cantina e sistemate sur lattes:
cioè coricate e impilate fila su fila.

Questa posizione non serve solo a “stoccare”:

  • mantiene il vino in contatto con la chiusura

  • favorisce una distribuzione uniforme dei lieviti

  • stabilizza la temperatura e la fermentazione

  • rende più regolare l’evoluzione nel tempo

Oggi molti elaboratori utilizzano anche gabbioni in maglia metallica, pratici e sicuri per movimentazione e stoccaggio.
Ma il principio resta lo stesso: il vino deve riposare orizzontale, al buio e al fresco.


⏳ La seconda fermentazione: 6–8 settimane di lavoro invisibile

Durante la presa di spuma, che mediamente dura 6–8 settimane, i lieviti consumano lo zucchero del tirage e producono:

  • CO₂ (che rimane intrappolata nel vino e crea pressione)

  • alcol (in piccola quantità)

Ma c’è un punto ancora più interessante:
la fermentazione genera anche composti che influenzano direttamente il profilo sensoriale, come:

  • esteri (responsabili di note fruttate e floreali)

  • alcoli superiori (che possono dare ampiezza e complessità, se ben integrati)

👉 In altre parole: non nasce solo la bollicina.
Nasce la personalità aromatica del vino.


🌡️ Il vero segreto: la cantina

La presa di spuma non ama gli estremi.
Per questo la cantina è il luogo perfetto:

  • temperature basse e costanti

  • luce assente o minima

  • vibrazioni ridotte

  • tempo lento

È qui che la chimica diventa eleganza.
E che il vino comincia a trasformarsi da “base” a “futuro Champagne”.


✨ In sintesi: qui si decide la finezza

Bottiglia resistente, chiusura corretta, riposo sur lattes e tempi giusti.
Sono dettagli, sì…
ma sono proprio questi dettagli a fare la differenza tra:

🥂 un vino che “spinge”
e
🥂 un vino che “respira”.

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