Se la presa di spuma è il momento in cui il vino “si accende”,
l’affinamento sui lieviti è il tempo in cui il vino impara a diventare profondo.
Dopo la seconda fermentazione, le bottiglie restano coricate in cantina, a contatto con le fecce nobili.
È un periodo di attesa solo in apparenza: in realtà è lavoro lento, silenzioso, continuo.
Questo tempo può durare:
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15 mesi per uno Champagne non millesimato (minimo legale)
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3 anni o più per i millesimati (spesso molto di più)
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10–15 anni per le cuvée de prestige, quando il produttore decide di spingere oltre la complessità
🍞 Cosa succede davvero in bottiglia?
Durante l’affinamento, i lieviti non “spariscono”.
Si trasformano.
Con il tempo, attraverso l’autolisi, rilasciano al vino sostanze che arricchiscono:
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profumi (più stratificati e maturi)
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struttura (più piena, più integrata)
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cremosità della bollicina (più fine, più vellutata)
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profondità gustativa (più lunga, più persistente)
È qui che nasce la famosa “pâtisserie dello Champagne”:
brioche, burro, pan brioche, biscotto, frutta secca, sfumature tostate.
Ma non è solo un elenco di aromi.
È una sensazione precisa: quella di un vino che non corre più,
e comincia a respirare.
✨ La differenza tra bollicina e magia
Il tirage accende la scintilla.
L’affinamento sui lieviti crea la magia.
Perché la pressione si fa in settimane.
Ma l’eleganza… quella nasce solo con il tempo.
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