Ogni collina della Champagne parla una lingua diversa.
Non esiste un solo accento.
Esistono voci.
La Montagne de Reims porta struttura e potenza.
La Vallée de la Marne porta frutto e morbidezza.
La Côte des Blancs regala finezza, freschezza, verticalità.
Dom Pérignon non voleva scegliere una sola voce.
Voleva costruire un coro.
Capì che un vino eccezionale non nasce dall’esclusione,
ma dall’equilibrio.
E allora iniziò a unire, bilanciare, armonizzare.
Per creare uno Champagne completo serviva:
-
un pizzico di vigore,
-
un soffio di delicatezza,
-
un tocco di frutto,
-
un filo di mineralità.
La cuvée nasce proprio così:
non come somma, ma come composizione.
Una poesia scritta con vini diversi…
che però, insieme, recitano la stessa frase.
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