La seconda fermentazione in bottiglia dura generalmente 4–8 settimane, a seconda della temperatura di cantina e della vitalità dei lieviti.
È un tempo relativamente breve, se lo confrontiamo con ciò che verrà dopo.
Perché il tirage non è la parte più lunga del processo:
è solo l’accensione del motore.
In questa fase i lieviti consumano lo zucchero e trasformano il vino in un ambiente vivo, in cui nascono:
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la CO₂ (che crea pressione e bollicina)
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un piccolo incremento di alcol
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i primi composti aromatici che iniziano a definire lo stile
Ma il vero lavoro non finisce quando la fermentazione termina.
🍞 Dopo il tirage comincia il tempo vero
Una volta esaurito lo zucchero, i lieviti si depositano sul fondo della bottiglia.
Tecnicamente non “muoiono” tutti insieme: entrano in una fase di quiete e poi, lentamente, iniziano il processo di autolisi.
Ed è qui che il metodo champenoise cambia passo.
Perché da questo momento in poi non si tratta più di fermentare.
Si tratta di maturare.
Il vino resta a contatto con le sue fecce nobili per mesi o anni, e in quel silenzio avviene la trasformazione più profonda:
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la spuma diventa più fine e cremosa
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il profilo aromatico si arricchisce di note di pane, brioche, frutta secca
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la bocca guadagna volume, equilibrio e persistenza
✨ La fase più poetica del metodo champenoise
Se il tirage è la nascita della pressione,
l’affinamento sui lieviti è la nascita dell’anima.
Perché la bollicina non è solo un effetto:
è un tempo che si è fatto vino.
E in cantina, mentre tutto sembra fermo, il vino sta imparando a diventare grande.
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